Il nostro territorio è ricco di storia, una storia spesso dimenticata e poco valorizzata. Ecco il motivo di questi brevi cenni: non dimenticare.

IL GRANDE GHIACCIAIO DELL'ADIGE:  con i suoi accumuli di massi e materiali ha dato vita, sul nostro territorio, ad uno tra i più singolari anfiteatri morenici italiani, costituito da un mezzo cerchio di alture che hanno il loro centro nel colle Castello (meglio conosciuto come "forte di Rivoli") ed una estensione lineare di circa tredici chilometri.

LA ROCCA: qui sono stati fatti gli scavi archeologici che hanno portato alla luce vari oggetti preistorici risalenti all'inizio dell'età neolitica ed anche i resti delle mura di un Castello-Fortezza edificato con precise motivazioni militari e ritenuto strategicamente importante per gli eserciti imperiali di Federico I Barbarossa.

Questo spiega perchè Rivoli fu cosi considerata, fin da allora, una delle località più interessanti per la preistoria veronese: posta all'uscita della Valdadige non poteva che costituire, infatti, il punto di incontro fra antiche civiltà nordiche e antiche civiltà mediterranee.

NAPOLEONE: nel 1797, nelle nostre campagne, Napoleone ha vinto l'esercito austriaco grazie all'abile condotta del generale Massena.

- Il Monumento: in ricordo della vittoria fu eretto un grandioso monumento costituito da una colonna d'ordine dorico (ricavata da massi di marmo rosso veronese) che si ergeva su di un possente basamento cubico rivestito di marmo bianco e che era decorata con una corona d'alloro scolpita in marmo, pur esso bianco, mentre sul vertice portava un vaso alto tre metri da dove usciva un'allegorica fiamma.
Purtroppo questo monumento venne distrutto dai soldati austriaci il 12 febbraio 1814. Parte di quei marmi vennero impiegati per costruire un porticato nel cortile di una casa a Rivoli, altri finirono ad Affi nella villa Da Persico e parte minore fu portata a Cologna Veneta.
Un enorme parallelepipedo di base quadrata rimane tuttora ad indicare il luogo dove sorgeva il manufatto

- Il Museo: In ricordo di questo evento è stato allestito, in centro a Rivoli, un museo che offre al visitatore una serie cronologica di documenti, stampe, plastici e oggetti riguardanti la venuta del giovanissimo Generale Bonaparte, la sua battaglia risolutiva, la cessione di Venezia all'Austria col trattato di Campoformio ed anche i fasti del nostro Risorgimento (che dalla vittoria francese a Rivoli ricevette una spinta irreversibile).
Da vedere: il letto pieghevole da viaggio donato da Napoleone a Maria Luisa, molte stampe dell'epoca oltre ad una biblioteca interamente dedicata all'argomento  di cui fanno parte numerose lettere del Bonaparte, e poi di "Napoleone" Imperatore, sempre concernenti la battaglia o le sorti di Venezia o la Repubblica Cisalpina e/o il Regno d'Italia, armi e costumi.

22 LUGLIO 1848: nella piana di Rivoli  i battaglioni piemontesi riuscirono a fermare e ricacciare in sinistra d'Adige quelli austriaci. Come conseguenza della battaglia di Rivoli si ebbe allora la completa cacciata degli austriaci dall'Italia.

L'importanza della strada del Brennero, e più tardi della ferrovia, erano tali che gli alti comandi austriaci furono indotti a proteggere gli sbocchi con un adeguato sistema di opere fisse. Tra il 1849 ed il '52 vennero cosi eretti i forti di Ceraino, quello  di S. Ambrogio e quello di Rivoli che fu edificato in cima alla collina chiamata Monte Castello (centro dell'anfiteatro) e fu denominato "Wohlgemuth" in onore di un generale austriaco distintosi nella campagna del 1848.

FORTE WOHLGEMUTH: questo forte è un po' il simbolo del nostro paese, e dopo anni di abbandono, oggi è diventato un centro molto importante per tutta la comunità. Esso, oltre ad ospitare un museo della prima guerra mondiale, ospita anche la scuola di musica ed è utilizzato anche per organizzare mostre ed avvenimenti culturali di vario genere.

Rivoli V.se ha dato ospitalità anche al famoso botanico e speziale Francesco Calzolari che qui, in località Campana, trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Qui inoltre è nata e vive una famosa campionessa olimpica di salto in alto: Sara Simeoni